Il Disturbo Specifico di Linguaggio (o Disturbo Primario di Linguaggio) è un ritardo o una difficoltà in una o più aree dello sviluppo linguistico non secondario ad altre patologie.
Pertanto, per essere definito specifico, il disturbo deve comparire in assenza di deficit cognitivi, sensoriali, neurologici o simili. Le difficoltà di linguaggio associate, invece, ad altre condizioni patologiche si identificano come Disturbi di Linguaggio Secondari. Si tratta di condizioni in cui il disturbo di linguaggio può rappresentare un sintomo di quadri clinici differenti, ad esempio: disabilità intellettiva, disturbo dello spettro autistico, PCI, sindromi, sordità, malformazioni OBF, ADHD e molto altro.
Il Disturbo di Linguaggio può essere caratterizzato da:
In presenza di indici o fattori di rischio, il logopedista effettua una valutazione specifica mediante colloquio anamnestico, osservazione libera/strutturata e somministrazione di test standardizzati.
Nel caso dei disturbi secondari, in particolare, il ruolo del logopedista è fondamentale non solo quando le difficoltà linguistiche sono evidenti e conclamate, ma anche quando ancora non sono emersi, in modo da agire a livello preventivo. Su indicazione medica, o ai primi segnali di rischio, si effettua la valutazione del linguaggio e si elabora un piano di trattamento individuale.
Se indicato, viene elaborato un piano di trattamento personalizzato, ideato in modo mirato per il singolo bambino.
La Disfonia è un’alterazione qualitativa e/o quantitativa della voce conseguente a danni organici o funzionali della laringe e delle corde vocali. Può essere causata da danni organici (laringiti, noduli, polipi, tumori della laringe, traumi…) o danni disfunzionali (utilizzo scorretto della voce, sovraccarico vocale…).
Contrariamente a quanto si pensi, non è un disturbo che colpisce esclusivamente gli adulti: le disfonie in età evolutiva sono diffuse e spesso sottovalutate. Nelle disfonie infantili è ancora più importate agire precocemente al fine di ridurre eventuali comportamenti disfunzionali che, se non corretti, possono perdurare anche in età adulta.
Il logopedista interviene a seguito di valutazione e diagnosi medica specialistica con otorinolaringoiatra o foniatra: si occupa della valutazione della qualità vocale e del successivo trattamento dei comportamenti vocali disfunzionali.
Per quanto riguarda le competenze deglutitorie, in età evolutiva i disturbi più diffusi sono legati alla Deglutizione Disfunzionale, ma può presentarsi anche una vera e propria Disfagia Infantile.
La Disfagia Infantile è data dall’alterazione di una o più fasi della deglutizione, il passaggio dei cibi e delle bevande dalla bocca fino allo stomaco. Può, quindi, riguardare diversi aspetti: la masticazione, la gestione della saliva, la creazione del bolo, la spinta linguale, l’elevazione laringea, l’innesco della cascata deglutitoria…
La disfagia può essere secondaria a malformazioni del distretto OBF, sindromi, malattie congenite o ereditarie, eventi lesionali acuti e altro. Non di rado la presenza di difficoltà di deglutizione si associa a rifiuto o selettività alimentare, talvolta legati a disturbi comportamentali, emotivi o cognitivi.
La Deglutizione Disfunzionale, invece, si presenta quando la deglutizione di tipo infantile persiste oltre il periodo ritenuto fisiologico.
A livello pratico, avviene quando la lingua, durante la fase orale della deglutizione, spinge contro i denti o fra i denti, in posizione anteriore e/o laterale, invece di elevarsi e “schiacciarsi” contro il palato. Questa anomalia, se non trattata, può comportare un alterato comportamento neuromuscolare di tutto il distretto orofacciale.
In questi casi, il logopedista si occupa della valutazione della competenza orodeglutitoria ed effettua un trattamento mirato e personalizzato, al fine di raggiungere la sicurezza e la corretta funzionalità dell’atto deglutitorio.
I disturbi di apprendimento riguardano le difficoltà di lettura, scrittura e calcolo. I disturbi di apprendimento possono essere secondari ad altre difficoltà o ad altre patologie (disabilità intellettiva, sindromi, disturbi sensoriali…) oppure possono essere disturbi specifici, non legati ad altre alterazioni. In questo caso si tratta di Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA).
A seguito di diagnosi di DSA, effettuata da un’equipe autorizzata, il logopedista si occupa del trattamento delle difficoltà mediante attività ed esercizi mirati che vadano a potenziare le competenze presenti e individuando le strategie migliori di compensazione delle difficoltà.
Si effettuano progetti di screening concordati con gli insegnanti nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie. Vengono proposti progetti di trattamento mirati al potenziamento di specifiche competenze cognitivo-linguistiche o delle abilità di lettura/scrittura/calcolo.
Si propongono incontri di formazione per insegnanti e famiglie legate a tematiche specifiche (su richiesta della scuola – in base al bisogno), con possibilità di interazione e partecipazione attiva.
La Disfagia è un’alterazione in una o più fasi della deglutizione, il passaggio dei cibi e delle bevande dalla bocca fino allo stomaco. Le difficoltà possono riguardare una o più delle componenti del processo deglutitorio e possono verificarsi con una sola o con diverse consistenze alimentari.
I disturbi di deglutizione sono più frequenti in età geriatrica, ma, per varie cause, possono insorgere a qualsiasi età. La disfagia è di frequente conseguente a eventi lesionali cerebrali quali ictus o TCE, ma anche a patologie neuro-degenerative o demenze. La disfagia può essere correlata anche a patologie congenite, sindromi o malattie ereditarie.
A seguito di indicazione e/o diagnosi medico-specialistica, si effettua la valutazione delle competenze oro-deglutitorie e si elabora un piano di trattamento mirato volto al raggiungimento di una deglutizione sicura e funzionale e, ove necessario e possibile, allo svezzamento da nutrizione enterale.
I disturbi del linguaggio nell’adulto possono essere dovuti a eventi acuti (ictus, traumi cranici…), patologie degenerative, demenze, malattie congenite o ereditarie, tumori…
La manifestazione linguistica più tipica nell’adulto neurologico è l’Afasia: un disturbo del linguaggio che può essere caratterizzato da difficoltà nel comprendere e nell’esprimersi con il linguaggio orale e/o scritto. Si tratta di una conseguenza di un danno cerebrale, il più spesso di origine vascolare.
Un altro disturbo della comunicazione nell’adulto è rappresentato dalla Disartria: la perdita della capacità di articolare in modo preciso ed accurato il linguaggio parlato, che può rendere l’eloquio difficilmente intelligibile. I disturbi linguistici spesso compaiono in comorbidità e non sono sempre nettamente distinti.
Su indicazione medica, il logopedista si occupa della valutazione qualitativa e testale delle competenze comunicativo/linguistiche del paziente e, se necessario, effettua il trattamento mirato delle difficoltà emerse.
La Disfonia è un’alterazione qualitativa e/o quantitativa della voce conseguente a danni organici o funzionali della laringe e delle corde vocali.
Può essere causata da danni organici (laringiti, noduli, polipi, tumori della laringe, traumi…) o danni disfunzionali (utilizzo scorretto della voce, sovraccarico vocale…).
Le disfonie disfunzionali sono le più diffuse, soprattutto tra chi ha un maggior carico vocale giornaliero. Se non adeguatamente prese in carico, le disfonie disfunzionali possono portare a danni organici, più difficilmente trattabili (spesso anche attraverso intervento chirurgico).
Il logopedista interviene a seguito di valutazione e diagnosi medica specialistica con otorinolaringoiatra o foniatra: si occupa della valutazione della qualità vocale e del successivo trattamento dei comportamenti vocali disfunzionali, addestrando il paziente a migliori dinamiche pneumo-fonatorie e alle più adeguate norme di igiene vocale.